DAI ANCHE L’1%, MA NON SCAPPARE!/ GIVE EVEN 1%, BUT DON’T RUN AWAY!
Oggi voglio parlare di uno dei miei grandi difetti, che in realtà è una forma di protezione e con una domanda che mi pongo: “sono pronta a costruire invece di bruciare?”.
Come ogni giorno, la mia giornata inizia alle 5:30 del mattino. Oggi però con un’energia diversa: voglia di parlare, di riflettere, di confrontarmi con i miei pensieri ed emozioni. Mi sto rendendo sempre più conto di quanto la terapia mi stia aiutando: sto diventando più riflessiva, più consapevole e più capace di convivere con me stessa.
Sono davvero fiera del percorso che sto facendo. Perché, a differenza di molte persone, chi si guarda dentro, con o senza aiuto, è e sarà sempre un passo avanti agli altri. Bisogna essere onesti e gratificare chi ogni giorno si sveglia con la consapevolezza che c’è sempre possibilità di migliorarsi.
Questo percorso però porta inevitabilmente a tagliare alcuni rapporti!
Vedrete le foglie secche cadere…sono quelle persone che non vogliono farsi annaffiare, che non vogliono crescere con voi. Non è cattiveria, è naturale. Non dovete soffrire: è umano!
Meglio isolarsi in un ambiente che vi fa crescere che restare attaccati a chi vi spegne.
Ricordate che basta una mela marcia per far marciare anche voi!
Ma tornando a noi, il mio problema con le relazioni è chiaro: non espormi, non fidarmi e spesso scappare.
La persona giusta, purtroppo, non arriva con un cartello in fronte con scritto “sono quello giusto”.
Ci vuole tempo per capire se qualcuno può far parte della tua vita. È una scommessa, un investimento: conoscere una persona richiede pazienza, coraggio e fiducia.
Per me è difficilissimo. Pensare che potrei non rivedere qualcuno tra due giorni, due mesi o due anni dopo aver provato a costruire qualcosa e speso la mia energia mi mette ansia e rabbia.
Dovete sapere che dopo la mia rottura, per tre anni ho messo i paraocchi, concentrandomi solo sui miei sogni e obiettivi. Ma ora non ci sono più scuse. A piccoli passi, devo tirar fuori la testa dal guscio, senza autosabotarmi.
E da qui, si apre il vaso di pandora con la mia terapista mi dice qualcosa di molto importante;
in tutto ciò voglio essere sincera, avevo le lacrime agli occhi per via dell’ansia e lo stress che mi porta davvero conoscere una persona.
E da qui, lei mi guarda e con voce dolce e cauta mi rassicura con una frase molto diretta e coincisa:
“DAI ANCHE L’1%, MA NON SCAPPARE. CI SARANNO GIORNI IN CUI DARAI 100, ALTRI 60, ALTRI 20, E VA BENE. MA SI RIMANE.”
Ecco quanto è tremendamente vero?
Saper dare quello che si può e l’altra persona, ovviamente se ci tiene, capirà.
Bisogna anche saper restare ed essere vulnerabili anche quando le tue energie sono sotto zero.
Non possiamo sempre dare 100 nei nostri rapporti, ci saranno giorno che daremo meno oppure più e anche questo va bene. Ma non possiamo troncare, non possiamo prendere la palla al balzo fuggendo per frutto della paura o protezione.
DAI, HO ATTRAVERSATO L’ALTRA PARTE DELL’OCEANO DA SOLA CON IL MIO BAGLIO DI 23 KG, TRASFERANDOMI UN UNO STATO DIVERSO E CON UNA CULTURA E LINGUA DIFFERENTE ED HO PAURA DI RELAZIONARMI?
EBBENE Sì! Per me è ben più grande.
Qui si mette in gioco un confronto con un altro essere umano, bisogna confrontarsi con dei pensieri non tuoi, con un’energia, un’anima, emozioni, bella o brutta che sia quella persona.
Non puoi delirare il tuo piano qui, puoi averlo, ma non puoi controllarlo, bisogna confrontarlo, fare compromessi e soprattutto NON PENSARE CHE QUELLA PERSONA SIA COME TE.
Inoltre il mio “perdere interesse” in realtà è un mio schema che possiedo, ovvero quando vedo che le cose non sono come le voglio io, indosso la mia armatura e sparisco.
INVECE BISOGNARE DARSI E DARE IL TEMPO DI CONOSCERSI.
Dare la possibilità all’altra persona di conoscerti, analizzare chi sei.
CI VUOLE TEMPO.
Bisogna anche capire che I TUOI PENSIERI, LE TUE MORALI, IL TUO GIUSTO O SBAGLIATO NON SONO LE SUE.
Bisogna chiedere, bisogna confrontarsi, bisogna anche voltare e smussare gli angoli, ovviamente se poi non è ciò che si vuole, dopo però aver osservato e ricevuto dei chiari segni, bisogna anche andarsene.
E voi? Restate anche quando sentite che è tempo di fuggire, o vi ritirate? ( ditemelo nei commenti). Perché anche saper restare quando NON c’è allineamento è un’altra sfida, un altro capitolo da affrontare!
The blonde unfiltered