E’ DAVVERO ALL’IMPROVVISO? / IS IT REALLY OUT OF THE BLUE?

Cupido finalmente ha scoccato la sua freccia… ma conoscete davvero tutta la storia?

La storia di Cupido e Psiche non parla solo di una freccia scoccata all’improvviso o di un colpo di fulmine. Parla di un amore nato nel mistero, ma diventato reale attraverso le prove.

La loro storia iniziò in modo misterioso:

Cupido, figlio della dea Venere e dio dell’amore, avrebbe dovuto colpire Psiche con una delle sue frecce, ma quando la vide rimase lui stesso prigioniero della sua bellezza. Per la prima volta non fu lui a far nascere l’amore negli altri, ma fu l’amore a colpire lui.
Decise così di portarla nel suo mondo, in un palazzo meraviglioso dove potevano amarsi lontano dagli occhi degli altri. Ma c’era una sola regola: Psiche non avrebbe mai dovuto vedere il suo volto.
Non era un semplice capriccio. Cupido aveva paura. Aveva paura che, vedendo chi era davvero, Psiche potesse smettere di amarlo. Aveva paura che il loro amore potesse essere influenzato dalla sua natura divina, dalle sue ali, dal fatto che fosse diverso da lei. Voleva essere amato non per ciò che rappresentava, ma per ciò che era.
Così il loro amore viveva nel buio, basato solo sulla fiducia.
Ma il dubbio iniziò a crescere nel cuore di Psiche. Spinta dalla curiosità e dalle paure instillate dalle sue sorelle, una notte accese una lampada per scoprire finalmente il volto dell’uomo che amava. E quando vide Cupido, si rese conto che davanti a lei c’era un essere meraviglioso, con le ali e la bellezza di un dio.
Ma una goccia d’olio caldo cadde dalla lampada e lo svegliò. Cupido si sentì ferito: non perché lei lo avesse visto, ma perché la promessa e la fiducia tra loro erano state spezzate. Così volò via, lasciando Psiche sola.
Quello che sembrava la fine del loro amore diventò invece l’inizio della prova più grande.
Psiche affrontò sfide impossibili, attraversò dolore e difficoltà e dimostrò che il suo amore non era nato solo dalla magia del primo incontro, ma dalla volontà di lottare, crescere e scegliere ancora quella persona.

Ed è proprio di questo che voglio parlare oggi.

Perché tre mesi fa, all’improvviso, è arrivata la mia persona.

Io sapevo che sarebbe arrivata un giorno, ma ero talmente disinteressata, stanca ed esausta che ogni persona che entrava nella mia vita non riuscivo nemmeno a vederla davvero. E se per caso l’avessi notata con la coda dell’occhio, l’avrei mandata via.
E infatti è quello che ho provato a fare.
Avevo programmato una videocall di dieci minuti solo per togliermi il pensiero. Ero convinta che sarebbe stata una conversazione come tante altre, destinata a finire lì. In fondo avevo già deciso che quella conoscenza non avrebbe cambiato nulla nella mia vita…
Ma poi ho visto il suo volto apparire sullo schermo, ho sentito la sua voce e il suo modo di dire le cose e in quel preciso momento, tutte le mie convinzioni sono crollate.

È incredibile, sapete perché?

Perché io sapevo già cosa desideravo. Non avevo immaginato un volto o una storia, ma avevo imparato a riconoscere i valori che cercavo, il modo in cui volevo sentirmi accanto a qualcuno e il tipo di amore che desideravo costruire. E non mi sarei mai aspettata che tutto questo prendesse forma davanti ai miei occhi.
Che si voglia chiamare manifestazione, coincidenza, caso o destino, io oggi scelgo di chiamarla magia.
Ma non la magia del “quando meno te lo aspetti arriva”.
Io non credo completamente in questa frase.

Credo che certe cose arrivino quando siamo pronti ad accoglierle. Quando abbiamo lavorato su noi stessi. Quando abbiamo imparato ad ascoltarci davvero.
Perché il destino può bussare alla porta, ma dobbiamo essere noi ad avere il coraggio di aprire.
Proprio come è successo a me.
Questo blog è nato anche per questo: per imparare ad ascoltare i miei sentimenti, per guardarmi dentro, per capire cosa volevo davvero. E anche la terapia iniziata a gennaio faceva parte di questo percorso.
Ricordo ancora quando la mia terapista mi chiese: “Perché hai deciso di iniziare?”
La mia risposta fu semplice:

“Perché voglio essere pronta quando arriverà la mia persona.”

E oggi penso che quella risposta racchiudesse tutto.

Le cose belle non cadono semplicemente dal cielo. A volte arrivano quando abbiamo seminato abbastanza dentro di noi per poterle riconoscere.
Una volta ho letto una frase che mi è rimasta impressa:

“Anche una quercia una volta era un seme.”

E sono rimasta senza parole. Perché è proprio così.

Prima di diventare forte, una quercia è stata fragile. Prima di diventare un albero immenso, è stata solo un piccolo seme nascosto nella terra.
Anche noi siamo così.
Prima di incontrare qualcuno che ci vede davvero, dobbiamo imparare a vedere noi stessi.
Prima di costruire qualcosa di grande con un’altra persona, dobbiamo prenderci cura delle nostre radici.
E forse l’amore più bello non è quello che arriva quando non stai facendo nulla.
È quello che arriva quando, senza accorgertene, sei finalmente diventato il posto giusto per accoglierlo.
Mi piace pensare che l’amore sia un ballo sotto la pioggia. Non perché tutto sarà sempre facile o senza difficoltà, ma perché la persona giusta non è quella che fa sparire ogni tempesta: è quella che ti prende la mano e sceglie di ballare con te anche quando arriva la pioggia.
Perché l’amore è fiducia quando non hai tutte le risposte, è scelta quando potresti andartene ma decidi di restare, è sacrificio quando vieni incontro all’altro senza perdere te stesso ed è crescita quando due persone imparano a conoscersi davvero.

E tornado a Cupido e Psiche: il loro amore non è stato forte perché non hanno mai avuto problemi, ma perché hanno attraversato la “pioggia” e hanno scelto di ritrovarsi. Sono le prove affrontate insieme a trasformare una semplice scintilla in qualcosa di eterno.

Allora vi lascio con una domanda.

Le cose arrivano davvero all'improvviso… o arrivano quando ci siamo costruiti, giorno dopo giorno, la capacità di viverle?


Perché forse non sono un regalo caduto dal cielo.


Forse sono il frutto di tutte quelle volte in cui abbiamo scelto di lavorare su noi stessi, di crescere, di guarire, di metterci in discussione e prepararci quando nessuno ci guardava.

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